Il bisogno di trascendenza nel mondo postmoderno II

Di Jastrow – own work, from the Iliade exhibition at the Colosseum, September 2006–February 2007, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1288487

Sono temi a cui mi capita di pensare spesso. Consumismo compulsivo, competitività esasperata, manie di persecuzione: diversi dei tratti caratteristici della nostra società hanno una natura patologica. E credo che Vaclav Havel avesse ragione quando affermava che dietro ad essi si celano urgenze esistenziali lasciate insoddisfatte. Mi domando anche se parte delle pulsioni autodistruttive che caratterizzano l’odierna umanità non vadano ricondotte all’esigenza inconsapevole di rompere la tensione così troppo a lungo accumulata. Toglierci la vita, esasperati dal dubbio angosciante che essa non abbia alcun senso. Quanto più in queste considerazioni c’è qualcosa di vero, tanto più pressante è il bisogno di una nuova filosofia. Una forma di pensiero capace di affrontare le domande rimaste inevase e, allo stesso tempo, di offrire soluzioni compatibili con una convivenza armonica tra gli esseri umani e con la salvaguardia degli equilibri ecologici. Servono idee che siano sufficientemente semplici da poter aspirare a una valenza universale (siamo una civiltà globale) e abbastanza convincenti da costituire un’alternativa credibile alle sirene del consumismo e al richiamo del tribalismo (la cui distruttività, moltiplicata dall’apporto della tecnologia, rischia di rivelarsi esiziale).

Èun viaggio emozionante e noi tutti siamo Odisseo – continua


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