Storia di Natale numero 2

C’è poi un’altra questione che fa andare lo spumante di traverso. Il cellulare dei clandestini! Che se hanno così tanti soldi da prendersi il telefonino, cosa vogliono da noi? È un tormentone, la prova del nove che gli immigrati vengono qui proprio con l’intento di rompere la palle a noi. Gli piace così tanto che ci rischiano la vita. E spesso la perdono. Ma accantoniamo un momento questi pensieri e concentriamoci sul Gran mistero del telefonino. Perché tanti dei migranti che arrivano in Italia ne hanno uno? Basterebbero pochi click per scoprire che nella gran parte del mondo avere un telefonino è normale da tempo. Anche nei paesi più poveri il telefonino garantisce l’accesso a servizi e informazioni tanto importanti che le persone sono disposte a grandi sacrifici per prendersene uno.

Proviamo ora a fare un esercizio di immaginazione. Diciamo che siamo convinti che per noi non ci sia più alcuna prospettiva nel nostro paese o che la nostra città venga spazzata via da una guerra devastante che nessuno può o vuole fermare. Immaginiamo che decidiamo di partire per un viaggio lungo e pericoloso, verso paesi di cui ignoriamo la lingua, la geografia e le leggi. Un viaggio lungo il quale è vitale informarsi su quali trafficanti sono “affidabili”, su come evitare i campi di battaglia, gli schiavisti e le polizia. Se per caso appartenessimo a quella minoranza di persone che non ha il cellulare, che cosa cercheremmo di procurarci prima di partire?


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