Tagesschau

Sabato scorso la polizia tedesca ha arrestato il presunto assassino e violentatore di una ragazza di Friburgo. A differenza della maggioranza dei media nazionali la Tagesschau, il seguitissimo telegiornale delle 20 della rete pubblica ARD, non ha dato la notizia. Immediatamente sono impazzate le polemiche: il sospettato, infatti, è un diciassettenne afgano. Da un lato la Tagesschau viene accusata di aver cercato di nascondere il fatto per non mettere in difficoltà il governo, dopo la politica delle “porte aperte” del 2015. Dall’altro le si contesta l’ingenuità con cui avrebbe portato nuova acqua nel mulino dei populisti che gridano alle “stampa menzognera”. Per il caporedattore Kai Gniffke si è trattato di una scelta conforme alle linee guida del telegiornale, secondo cui viene data copertura soltanto ad eventi di rilevanza nazionale e internazionale. Cosa si deve pensare, in effetti, di giornalisti che danno notizia di un crimine soltanto quando il colpevole è straniero? Tuttavia molti critici sostengono che la questione era già diventata di rilevanza nazionale dal momento in cui aveva suscitato un amplissimo dibattito. Se le cose stanno così il tema di un eventuale servizio della Tagesschau non avrebbe però dovuto essere l’arresto del sospettato, ma il dibattito stesso. Si sarebbe potuto dedicare un approfondimento a quella che ha tutta l’aria di essere una psicosi, alla sua strumentalizzazione a fini politici e alle dinamiche minacciose e brutali delle generalizzazioni. Ma sarebbe stato difficile comprimere tutta questa complessità in un servizio del telegiornale e forse, alla fine, in molti avrebbero ricordato soltanto una cosa dell’intera vicenda: il colpevole era afgano. Ammesso che la notizia andasse davvero data, un’alternativa avrebbe potuto essere capovolgere la prospettiva e concentrarsi di più sulla vittima. Per cercare di fare luce sull’origine di una violenza che è diffusa in tutti i gruppi nazionali e trae alimento dall’esaltazione del dominio e della muscolarità. Una violenza che si esprime in mille modi, miete vittime senza sosta e si riversa con particolare crudeltà sulle donne.


One Response to “Tagesschau”

  • Lev Nicolaevic

    E’ bello che, semplicemente, si sia trattato di una scelta conforme alle norme della redazione. Così non si trasforma in notizia un avvenimento che notizia non è, solo fatto di cronaca. In fondo, a parlarne, non si sarebbe fatto altro che dar più corpo al caso e alla psicosi.