Un articolo e due commenti sul “globalismo”…
Alessandro Maran
In tutto il mondo i leader nazionalisti, populisti e dell’estrema destra hanno reagito con gioia all’elezione in America di Donald Trump. Lo ha documentato subito il Guardian.
Ma cos’è che li unisce? Secondo Fareed Zakaria, quel che accomuna molti degli ammiratori internazionali di Donald Trump è l’idea che l’ordine globale esistente sia marcio e debba essere demolito. Cosa, peraltro, sulla quale parecchi dei suoi sostenitori americani sarebbero d’accordo.
Tutti i partiti europei che festeggiano la vittoria di Trump chiedono la “rottamazione” dell’Unione europea e, più in generale, di una comunità occidentale molto unita e incentrata su valori e interessi condivisi. Sono quasi tutti sorprendentemente filo-russi perché vedono nella Russia di Vladimir Putin un paese che cerca attivamente di indebolire il sistema internazionale attuale. Molti di questi gruppi contano sul sostegno aperto (e in diversi casi anche su quello nascosto) da parte della Russia e beneficiano della guerra informatica del Cremlino.
Ma che cos’è questo “globalismo” al quale questa gente si oppone così tanto? Dopo il 1945, dopo la Grande depressione e due guerre mondiali, le nazioni occidentali hanno stabilito un sistema internazionale caratterizzato da regole che rispettano la sovranità nazionale, consentono il fiorire del commercio globale, e incoraggiano il rispetto dei diritti umani e delle libertà. Questo ordine si é tradotto nel più lungo periodo di pace tra le principali potenze del mondo, ed è stato caratterizzato da una diffusa crescita economica che ha creato ampie classi medie in Occidente, ha permesso il rilancio dell’Europa e una crescita nei paesi poveri che ha fatto uscire centinaia di milioni di persone dalla povertà e ha diffuso la libertà in tutto il mondo.
Il ruolo degli Stati Uniti in tutto questo è stato centrale. Gli USA hanno fissato l’agenda e fornito la sicurezza, che non ha significato soltanto dissuadere l’Unione sovietica e le altre potenze aggressive. Radek Sikorsky, l’ex ministro degli esteri della Polonia, ha infatti ricordato: “l’influenza dell’America ed il suo impegno sono stati la nostra coperta di Linus. Hanno consentito che le rivalità nazionali dell’Europa restassero inattive. Se togli queste garanzie, l’Europa potrebbe diventare molto instabile”. Senza contare che l’Unione europea è il mercato più grande del mondo e il più grande partner commerciale degli Stati Uniti.
Ovviamente, anche per gli Stati Uniti, il globalismo a prodotto enormi vantaggi. Con il 5% della popolazione mondiale, gli Stati Uniti dominano economia globale, nella tecnologia, nell’istruzione, nella finanza e nell’energia pulita. In America, un posto di lavoro ogni cinque è il risultato del commercio, e la proporzione sta crescendo molto rapidamente. Inoltre, gli Stati Uniti mantengono la moneta di riserva del mondo, che dà loro un enorme vantaggio economico.
I benefici della crescita e della globalizzazione non sono stati distribuiti equamente, ed il ritmo del cambiamento genera ansia dovunque. Ma queste sono ragioni per investire di più nella gente, aggiornare le loro competenze, migliorare le loro capacità e integrare meglio le comunità. Non sono ragioni per distruggere il sistema internazionale più pacifico e produttivo mai immaginato nella storia dell’umanità. Teniamolo a mente.
COMMENTO di Vincenzo
Fucking shit!! E sono gentile… La prima parte va bene, ma poi fa un’apologia della globalizzazione dove dimentica le guerre postcoloniali finanziate dagli usa e dall’URSS, dimentica lo sfruttamento del terzo mondo e le dittature imposte qua e la. Inoltre rappresenta in modo molto distorto il ruolo degli USA nell’unificazione europea. Insomma, globalizzazione= pace e sviluppo nei paesi occidentali, guerre e disuguaglianze nel resto del mondo. Facile da occidentale farne un’apologia. Non dice poi che il motivo per cui il mito della globalizzazione sta andaando in crisi e i populismi acquistano sempre più spazio: la fine dell’ordine mondiale sancito da Yalta ed entrato in oscillazione già nel’89. Con l’ascesa economica della Cina di Yalta è rimasto solo l’immenso apparato finanziario e il tessuto di rapporti diplomatici e commerciali dell’occidente non più sostenuto però da una effettiva supremazia economica e neanche militare. Con l’ordine mondiale che cambia combiano anche le mitologie e quella della globalizzazione prospera e pacifica (alle spese del resto dell’umanità) sta crollando. Sull’ultima frase però mi soffermerei un’attimo. Guerra di Corea: 4 mln di morti. Guerra del Vietnam: 1-4 mln di morti. Guerra Iran-Iraq: 1 mln di morti. Vari conflitti arabo israeliani: 100.000 morti. Guerre jugoslave: oltre 100.000 morti. Poi ci sono state le guerre tra India e Pakistan, numerose guerre in africa e in america latina, dittature ferocissime sconosciute nei secoli precedenti. Repressioni sanguinose sconsciute nei secoli precedenti. Svariate pulizie etniche… Insomma dopo la seconda guerra mondiale è stato un vero paradiso per chi ha avuto la ventura di nascere nel secondo o nel terzo mondo. Ci vuole un certo coraggio a scrivere l’ultima frase, “teniamolo a mente”
COMMENTO di Noreset
Il punto è la situazione grottesca in cui un “globalista” si trova adesso, a dire: “ricordatevi che è la globalizzazione ad averci reso ricchi e grassi come siamo oggi. Perché volete distruggere questa meravigliosa macchina?”. Evidentemente non è più così facile neanche da occidentali farne un’apologia!
Non penso che “i populismi” dipendano dalla fine dell’ordine mondiale o dal crollo della mitologia della globalizzazione pacifica: è sempre fregato a pochi quello che accade negli altri continenti.
Penso piuttosto che dipendano dal crollo delle aspettative materiali, dal contrarsi di economie che vivono del concetto di crescita illimitata, collettiva ma soprattutto personale. Non è tanto l’effetto tangibile sulla vita quotidiana ma sulla visione del mondo. La crescita di Cina e altre potenze e il calo in corso delle economie occidentali sono fenomeni non catastrofici e tutto sommato fisiologici, come il povero globalista prova a suggerire.
I populisti occidentali gettano a terra il giocattolo globale perché non sono più i primi della classe… Ovunque l’Occidente frigna, e non sono nemmeno arrivate le mazzate vere (l’esaurirsi delle risorse fondamentali come acqua potabile, terra coltivabile, combustibili, fosfati, sabbia…).