Pur non amando il “politicamente corretto”, credo che la critica al cosiddetto buonismo sia perlopiù un pretestuoso bastone per silenziare qualsiasi tentativo di cambiamento etico o sociale. Di rado la critica riguarda l’inefficacia, la meccanica stupidità, la rigidità mortuaria del politicamente corretto; di solito lo scopo è riconquistare il proprio diritto a proclamare ad alta voce e senza vergogna le proprie opinioni intolleranti e odiose. Gente che se potesse abolirebbe immediatamente la libertà di parola si lamenta di non avere il diritto di esprimere qualunque opinione senza alcuna conseguenza. Per citare una vecchia vignetta di Altan:
– Lei è stronzo e pericoloso!
– Questa è una indebita ingerenza nei miei affari interni.
L’articolo qui sotto racconta la storia di un povero prof, licenziato per aver detto “nigger” mentre consigliava un libro dal titolo “Nigger”. Per fortuna nei commenti qualcuno fa il lavoro al posto dei giornalisti e spiega:
“Come si può leggere affermano che quel singolo episodio è di valore nullo e ha comportato una distorta rappresentazione della loro lotta che ha ben altri scopi e motivi.
Molto di quanto dicono mi ricorda le vuote parole che ogni assemblea studentesca o consulta o come-vogliono-chiamarsi producono ogni anno, anche in Italia. Un minestrone di vari propositi e ideologie in cui ci si può trovare di tutto. Ma non per questo, secondo me, va derubricata come folle perché i media hanno deciso che era importante solo quando è uscita ‘the n-word'””.
www.hookii.it/un-caso-di-ordinaria-correttezza-politica/#comment-2997107305
November 14th, 2016 at 17:18
Mi ricorda molto le polemiche inventate ad arte sui presepi o gli alberi di Natale nelle scuole, chissà se ritornano anche quest’anno. Come è possibile che questa distorsione quotidiana e dolosa della realtà non sia un tema più problematizzato?